Aperto al pubblico un ristorante dentro il carcere di Torino

9 Novembre 2016

Il carcere di Torino presenta un’altra novità assoluta: dal 21 ottobre, nell’apposita saletta ristrutturata a titolo del tutto gratuito dallo studio degli architetti Adelaide Testa e Andrea Marcante (Uda), è stato aperto al pubblico il ristorante gestito dalla Cooperativa “Liberamensa", da anni attiva nell’Istituto torinese con la panetteria, la conduzione del bar interno e attività di catering all’esterno svolte dai detenuti assunti in regime di art.21.

 La realizzazione del ristorante, che offre al pubblico una cinquantina di “coperti”, è stata resa possibile grazie al significativo apporto finanziario fornito dalla Compagnia di San Paolo, da sempre impegnata in una forte politica di sostegno dell’economia carceraria, ed alla proficua collaborazione prestata dalla Direzione, particolarmente attenta ad assecondare la vocazione “trattamentalista” del penitenziario torinese.

“Abbiamo voluto offrire – ha rimarcato il Direttore della Casa Circondariale torinese, Domenico Minervini - una ghiotta occasione di riscatto e di reinserimento ai nostri utenti: solo percorsi come questo appena intrapreso, altamente professionalizzante, permettono una reale crescita, migliorando la vita all’interno della struttura ed avvicnandola alla cosiddetta società civile”.

L’esercizio, destinato tra l’altro alla pausa pranzo dei vari operatori penitenziari che lavorano all’interno della suindicata struttura, sarà aperto al pubblico tutti i Venerdì e Sabato di ogni settimana, con ingresso dalle ore 20 previa prenotazione da effettuarsi entro le ore 14 del giorno prescelto per i necessari controlli di rito al numero qui di seguito indicato 345-8784980 (è possibile consultare il sito www.liberamensa.org).

I piatti verranno inoltre preparati con le produzioni interne di pasta fresca, pane, dolci, zafferano ed avvalendosi dell’ausilio di alcuni fornitori selezionati in materia di carni e verdure e della forza-lavoro di sedici detenuti lavoratori. Piero Parente, vicepresidente della Cooperativa, ha dal canto suo sottolineato come si tratti "di una scommessa che speriamo risulti vincente coinvolgendo in misura ancora più marcata quelle persone detenute, dalle quali si può ottenere il meglio accordando un’ampia fiducia sin qui ampiamente ripagata”.

Indichiamo infine l’assortito menu proposto nella serata di apertura: battuta di fassone alla senape su letto di sedano bianco, flan di zucca con fonduta di Castelmagno, agnolotti piemontesi al pesto di salvia selvatica, filetto di maialino al mirto in crosta di pistacchio accompagnato da sfornatino di verdure di stagione e semifreddo allo yogurt greco con coulisse di frutti di bosco.