Disciplina Visite

 

La disciplina in generale

(art. 18 l. 354/1975; art. 37 D.P.R. 230/00)

 

Sono ammesse ad avere colloqui visivi con persone detenute i familiari, i congiunti ed i conviventi delle stesse ossia:

  • i parenti e gli affini fino al quarto grado;
  • coloro che coabitavano con la persona detenuta prima della carcerazione.

Qualora ricorrano ragionevoli motivi possono essere ammesse anche le terze persone.

Il colloquio deve essere autorizzato dall’Autorità competente:

  • fino alla pronuncia della sentenza di primo grado l’autorizzazione è rilasciata dall’Autorità Giudiziaria che procede
  • dopo la pronuncia della sentenza di primo grado l’autorizzazione è rilasciata dal Direttore dell’Istituto in cui la persona detenuta è ristretta

Ogni persona detenuta può fruire complessivamente di sei colloqui al mese. Quando si tratta di detenuti o internati per uno dei delitti di cui all’art. 4 bis della legge 354/75 i colloqui visivi non possono essere superiori a quattro al mese.

Possono essere concessi colloqui in numero superiore al limite suddetto:

  • a soggetti gravemente infermi
  • quando il colloquio si svolge con prole di età superiore a dieci anni
  • quando ricorrono particolari circostanze

Il colloquio ha la durata massima di un’ora, prolungabile oltre tale limite se ricorrono particolari circostanze.

È comunque prolungabile sino a due ore il colloquio con i congiunti ed i conviventi quando questi risiedono in comune diverso da quello in cui ha sede l’Istituto se nella settimana precedente il detenuto o l’internato non ha fruito di alcun colloquio e se le esigenze organizzative dell’Istituto lo consentono.

A ciascun colloquio con il detenuto o l’internato possono partecipare non più di tre persone, numero derogabile quando si tratti di congiunti e conviventi.

Le perone ammesse al colloquio sono identificate e controllate al fine di impedire l’introduzione in Istituto di oggetti pericolosi e/o non consentiti

Il colloquio si svolge in locali interni senza mezzi divisori o in spazi all'aperto a ciò destinati. Quando sussistono ragioni sanitarie o di sicurezza, i colloqui avvengono in locali interni comuni muniti di mezzi divisori. La direzione può consentire che, per speciali motivi, il colloquio si svolga in locale distinto.

Il colloquio è sottoposto a controllo visivo e non auditivo da parte del personale di Polizia Penitenziaria.

Nel corso del colloquio deve essere mantenuto un comportamento corretto e tale da non recare disturbo ad altri. In caso di comportamento scorretto o molesto il colloquio è sospeso e ne può essere esclusa la prosecuzione.