Polo Universitario

L’origine del Polo e la sua costituzione formale

L’istituzione del Polo Universitario per studenti detenuti presso la Casa Circondariale “Le Vallette” (dal 2003 “Lorusso e Cutugno”) di Torino ha radici lontane. Esso si pone in linea di continuità con l'attività svolta sistematicamente fin dall'inizio degli anni Ottanta dalla Facoltà di Scienze Politiche per garantire ai detenuti iscritti ad essa l'esercizio del diritto allo studio. La Facoltà, sollecitata a rispondere alla richiesta avanzata soprattutto dai detenuti “politici” di poter riprendere gli studi universitari interrotti, decise d'istituire una Commissione Studenti Detenuti, formata da docenti e da personale amministrativo, per far fronte a problemi nuovi per le istituzioni interessate. Nel corso degli anni essa avviò anche iniziative rivolte più in generale ad altri detenuti, con seminari e indagini su temi proposti dagli stessi. Esauritasi la fase in cui a usufruire della tutorship della Facoltà erano soprattutto i detenuti “politici”, si delineò la possibilità di una svolta che mirasse a favorire un percorso di risocializzazione attraverso lo studio universitario per quanti avessero titolo e interesse ad iscriversi all’Università. Fu istituita all’interno della Casa Circondariale una sezione per gli studenti universitari, in cui creare un ambiente idoneo allo studio, all'incontro con i docenti, alla circolazione del materiale didattico. L’esperienza trovò una formalizzazione attraverso un Protocollo d'intesa che fu firmato il 27 luglio 1998 tra Università degli Studi di Torino, Tribunale di Sorveglianza e Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria. A Scienze Politiche si affiancò ben presto Giurisprudenza.

L’impegno dell’Università

L’iniziativa prevede l’impegno dell’Università a garantire un vera e propria “offerta formativa” strutturata, ovvero l’organizzazione di cicli di lezioni e seminari simili a quelli che i docenti delle discipline previste offrono agli studenti nelle aule universitarie. Un Responsabile di Ateneo (Delegato del Rettore) ha la responsabilità dei rapporti con la Direzione del Carcere e di gestione delle risorse economiche messe a disposizione annualmente della Fondazione Compagnia di San Paolo. Il Delegato del Rettore è affiancato, per il coordinamento delle attività didattiche, da due Responsabili della didattica, uno per il Dipartimento Culture, Politiche e Società (ex Facoltà di Scienze Politiche), l’altro per il Dipartimento di Giurisprudenza (ex Facoltà di Giurisprudenza). I docenti impegnati sono complessivamente circa 40, anche se il numero di quelli che tengono i corsi può variare di anno in anno, a seconda delle presenze degli studenti iscritti ai diversi anni di corso. Tali presenze variano in conseguenza degli ingressi e delle uscite (per conclusione degli studi o per l’ottenimento di misure alternative). I docenti dei due Dipartimenti garantiscono lezioni, seminari, assistenza alla preparazione degli esami, assistenza alla preparazione delle tesi di laurea, nonché l’effettuazione degli esami e delle sessioni di laurea per quanti pervengono alla fine del loro percorso di studi. Il Dipartimento di Culture, Politica e Società e il Dipartimento di Giurisprudenza gestiscono l’intera offerta formativa per il Corso di Laurea in Scienze Politiche e sociali e per i Corsi di laurea in Giurisprudenza (con l’opzione tra laurea triennale in Diritto per le imprese e le istituzioni e la laurea a ciclo unico). Per chi termina la triennale di Scienze Politiche e sociali è possibile proseguire gli studi con l’iscrizione a una Magistrale. Di grande rilievo è la presenza – attraverso la stipula di un contratto di collaborazione con persona qualificata scelta attraverso bando pubblico annuale – della figura di tutor che tiene rapporti con la Segreteria studenti per immatricolazione, pratiche per passaggi da altre facoltà, definizione del piano carriera, registrazione esami, ecc.; tiene rapporti con la Segreteria amministrativa del Dipartimento di Culture, Politica e Società (titolare della gestione dei fondi del contributo della Compagnia) per pratiche relative a pagamento delle tasse (immatricolazione, iscrizione, laurea), ordinazione di libri, fornitura di materiale di cancelleria, buoni d’ordine per fotocopie e/o stampe, ecc.; assiste i detenuti per le pratiche relative alle borse di studio Edisu; tiene contatti con i docenti per l’organizzazione e i calendari di corsi ed esami, per l’indicazione dei testi d’esame da ordinare, per agevolare l’assistenza all’elaborazione delle tesi di laurea.

Gli studenti

Attualmente gli studenti iscritti al Polo sono 27 (di cui 22 nella Sezione “dedicata”, opportunamente organizzata per favorire lo svolgimento delle lezioni e lo studio) ed altri 5 presenti in altre sezioni o che godono di misure alternative, ma continuano gli studi intrapresi. Dei 27 studenti, 18 seguono percorsi in Scienze politiche e sociali, 9 in Giurisprudenza. Alcuni studenti, presenti in altre Sezioni del carcere, per motivi relativi alle loro specifiche condizioni, sono considerati (sotto il profilo del trattamento amministrativo e dei supporti loro offerti) come studenti del Polo, anche se non possono fruire della stessa offerta formativa garantita ai detenuti collocati nella Sezione. Tutor e volontari del Servizio Civile garantiscono i contatti con questi detenuti. L’accesso al Polo avviene attraverso una selezione delle domande pervenute a seguito di un avviso che è fatto circolare ogni anno in tutti gli istituti carcerari d’Italia. La selezione – per il numero di posti che si liberano di anno in anno (per fine studi, espiazione della pena, accesso a misure alternative) fino alla capienza complessiva della Sezione, avviene sulla base di criteri definiti: condanna a pene lunghe, titoli scolastici che consentano l’iscrizione all’università, valutazione delle caratteristiche del richiedente sotto il profilo della sua trasferibilità e della collocazione in una sezione “a sicurezza attenuata”. La Sezione è dotata di 9 celle a più posti, aperte l’intera giornata. Le celle si affacciano su un’area centrale in cui sono posizionate postazioni di computer. Esiste inoltre un’aula per le lezioni e due aulette per colloqui ed esami, più un’aula in cui trovano posto altri due computer. A fianco del Polo è stata costituita negli anni una piccola biblioteca con testi di studio e altri testi utili. Si sta in questo momento rinnovando l’intero “parco” computer, con l’acquisto di 8 nuovi computer fissi e 2 stampanti.

Contributo economico della Compagnia di San Paolo

Il Polo, fin dalla sua origine, si avvale di un contributo annuale da parte della Fondazione Compagnia di San Paolo. Fino a quest’anno accademico il contributo veniva definito sulla base delle esigenze prospettate di volta in volta dal Delegato del Rettore. Da quest’anno il contributo è stabilito nel quadro della Convenzione generale che regola i rapporti tra la stessa Fondazione e l’Ateneo ed ha valenza biennale. Il contributo consente di garantire un sostegno agli studenti detenuti attraverso il pagamento delle tasse (di immatricolazione, prima rata di iscrizione al primo e ad anni agli anni successivi, di laurea), la fornitura di tutti i libri di testo, di materiale didattico e di cancelleria, le attrezzature informatiche e il relativo materiale di consumo. Esso consente inoltre di retribuire il tutor dedicato al Polo. Da parte sua, l’Università apporta come “contributo” la rinuncia all’incasso della seconda rata delle tasse. Il contributo della Compagnia di San Paolo ha consentito anche di costituire, negli anni, presso la Biblioteca Gioele Solari, una sezione di libri sulle tematiche carcerarie e l’abbonamento ad alcune importanti riviste di settore, al fine di diffondere presso il corpo docente e gli studenti dell’Ateneo una maggiore conoscenza della realtà carceraria e degli studi che su di essa sono svolti in Italia e in altri Paesi. Tale impegno di aggiornamento proseguirà nei prossimi anni.

Servizio civile e volontariato

Da alcuni anni sono presenti al Polo alcuni (da 4 a 2) studenti del Servizio Civile Nazionale Volontario (SCNV) reclutati nell’ambito di uno dei progetti di Ateneo (dal titolo “Il pensiero rende liberi”). Essi collaborano all’insieme delle attività del Polo, con compiti di supportare la didattica, con particolare riferimento al tutoraggio rivolto agli studenti detenuti per la preparazione degli esami e della tesi di laurea, e di organizzazione di attività di carattere culturale. Per gli studenti del Polo una associazione di volontariato (l’Associazione Carlo Tancredi e Giulia di Barolo) propone un calendario annuale di attività, essenzialmente incontri con personalità diverse su temi di interesse culturale, sociale o politico, testimonianze di vita, musica e film, momenti ricreativi.

Le borse lavoro

Di particolare rilievo il Protocollo di intesa tra la Città di Torino, la Provincia di Torino, l’Università degli Studi, l’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” e l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE), rinnovato nel 2013, che garantisce un numero di 5 borse-lavoro (presso Uffici dell’amministrazione comunale) a studenti in regime di semilibertà, al fine di permettere loro di frequentare le lezioni, studiare e lavorare, favorendo così percorsi di reinserimento sociale.

Prospettive

Quella torinese rappresenta – per le sue peculiarità – una esperienza unica nel panorama italiano, anche se non mancano presenze e impegni di altre Università in altre carceri, sia sotto forma di assistenza individualizzata a detenuti iscritti a facoltà diverse, sia sotto forma di sezioni in cui sono riuniti gli studenti detenuti. È in atto in questi mesi un confronto tra alcune di queste Università (coordinate dall’Università di Padova) e il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (DAP) al fine di pervenire a un Protocollo di intesa nazionale che consenta di sollecitare l’estensione delle opportunità di accesso al diritto allo studio, anche universitario, da parte dei detenuti che lo desiderino, al contempo delineando con maggiore chiarezza gli impegni e le garanzie che le due parti (università e istituti carcerari) debbono offrire per rendere effettivo questo diritto. Nell’ambito di questa definizione di regole omogenee, tra le altre cose, è in fase di valutazione la possibilità (già presente in altre carceri) di una connessione Internet di alcuni dei computer forniti al Polo, limitatamente all’accesso al sito dell’Università di Torino, per favorire l’espletamento di pratiche, l’acquisizione di materiali didattici e – in prospettiva – per verificare la sperimentazione di forme di didattica a distanza. Quest’ultima opportunità potrebbe, in prospettiva, ampliare il numero di studenti detenuti sostenuti nel loro percorso di studi da parte dell’Ateneo, anche in collocazioni diverse da quella della attuale sezione (e dunque anche alle donne detenute) e con percorsi di laurea in ambiti disciplinari diversi. In coerenza con quanto auspicato nelle Linee strategiche di Ateneo, un confronto con tutti i Direttori di Dipartimento della nostra Università sul diritto allo studio di studenti detenuti è in programma a breve. Ad essa seguirà la proposta di una riunione con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e i Direttori di altre carceri del territorio cui fa riferimento l’Ateneo per censire la presenza di studenti detenuti nei vari Istituti e studiare forme di migliore collaborazione e sostegno agli stessi.