Visite spirituali

La legge 26 luglio 1975, n. 354 eleva la religione ad elemento del trattamento della persona condannata ed internata unitamente all’istruzione, al lavoro ed alle attività culturali, sportive e ricreative. In ogni caso ai detenuti ed agli internati è riconosciuta la libertà di professare la propria fede religiosa, di istruirsi in essa e di praticarne il culto.

La celebrazione del culto cattolico è assicura dal cappellano/i, che é/sono stabilmente assegnato/i agli Istituti di pena. Possono comunque accedere in Istituto, su richiesta del singolo detenuto e previa autorizzazione della Direzione, anche ministri di culto cattolico diversi dai cappellani.

L’assistenza spirituale, l’istruzione e la pratica di culti religiosi diversi da quello cattolico sono assicurati da ministri di culto delle corrispondenti confessioni religiose. A tale fine la Direzione dell’Istituto si avvale:

  1. dei ministri di culto indicati da quelle confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato italiano sono regolati con legge ex art. 8 della Costituzione.;
  2. dei ministri di culto le cui nomine siano state approvate dal Ministero dell’Interno;
  3. dei ministri di culto che, anche se non ricadono in una delle due ipotesi precedenti, siano stati ammessi a partecipare all’opera rieducativa ai sensi dell’art. 17 l. 354/1975.

Mentre i ministri di culto di cui ai punti 1) e 2), come i ministri di culto cattolico diversi dai cappellani, possono accedere in Istituto su richiesta del singolo detenuto e previa autorizzazione della Direzione, invece i ministri di culto di cui al punto 3) sono ammessi a frequentare l’Istituto ex art. 17 l. 354/1975 con l'autorizzazione e secondo le direttive del Magistrato di Sorveglianza, su parere favorevole del direttore.