Cooperativa Terre di Mezzo (ex Puntoacapo)

Descrizione

E' il nostro nome, non a caso. Il carcere dovrebbe essere questo, un puntoacapo nel corso della vita. In falegnameria non costruiamo solo arredo urbano, ma parti di futuro. Con pazienza, impegno, volontà. Centinaia di metri cubi di legno dopo, tanti sono i risultati di cui siamo orgogliosi. Siamo cresciuti, con fatica, su un mercato difficile, in un mondo in crisi.

Abbiamo… imparato a disegnare i nostri prodotti, a realizzarne di sempre più complessi. Arredato parchi, giardini, piazze, aree giochi a Torino ed in Piemonte, ma anche in Sardegna, Lombardia, Lazio. Attivato l’alternanza scuola lavoro con l’Istituto professionale Plana per artigiani del legno. Creato lavoro fuori dal carcere, per dare un significato pieno alle parole “contratto di lavoro a tempo indeterminato” per chi finisce la detenzione. Allacciato rapporti con associazioni di volontariato per ricevere e dare solidarietà. Trasformato le differenze – di origine, religione, sesso – in una fonte di ricchezza, appreso il valore delle ricorrenze di tanti calendari, ripartito il lavoro in modo solidale per il Ramadan, quando non si mangia e non si beve per tutto il giorno, onorato il Natale e la Festa dell’Agnello, l’8 marzo e il 25 aprile.

Abbiamo fatto nascere Terre di Mezzo, una nuova cooperativa in un altro carcere, ad Asti, dove altri detenuti ancora possano sperimentare cosa significa avere uno stipendio vero, mandare dei soldi a casa anziché chiederne, mantenere i figli, dimostrare di meritare fiducia, i permessi premio, la semi-libertà. Dove altri detenuti ancora possano dimostrare che si può cambiare, se la buona volontà incontra delle opportunità concrete.

Sono quasi 100 i detenuti che in questi anni hanno respirato l’aria del nostro laboratorio, alcuni per poche settimane, altri per anni. Per tutti è stata l’occasione per misurarsi con il mondo del lavoro, per dimostrare di “saper fare”, innanzitutto a sé stessi, ma anche a chi, in carcere, ha il compito di valutare i progressi nella riabilitazione. Per questo abbiamo attivato corsi brevi di formazione, stage estivi e progetti di inserimento lavorativo, contando sul sostegno dell’Ufficio Pio San Paolo, ma anche sulle nostre sole forze, per remunerare le presenze, pagare l’assicurazione per gli infortuni, avere formatori ed educatori.

Per 19 detenuti la falegnameria di Puntoacapo ha significato l’assunzione con un contratto a tempo indeterminato, imparare a leggere la busta paga, ad esercitare i diritti dei lavoratori: la mutua, i permessi per i colloqui, gli straordinari, le ferie per permessi premio. Soprattutto, ha significato avere la possibilità di porre le basi per un futuro diverso, per sé e per le persone care. Poter contare sulla rete intessuta da puntoacapo, capace di accompagnare durante la fase critica di passaggio all’esterno, capace di offrire opportunità: di lavoro a parità di salario, di alloggio, di associazioni dove svolgere attività di volontariato. In altre parole, l’assunzione significa avere la possibilità concreta di lasciare alle spalle il rischio di “ricascare”. Molti sono usciti da tempo, alcuni ormai da anni. Alcuni lavorano ancora con noi. Altri hanno scelto altre strade, di ritornare alla regione di origine, forti comunque dell’esperienza, dei risparmi accumulati. Non sempre tutto va come vorremmo: alcuni soci ci hanno dovuto lasciare perché stranieri “non comunitari”. Sono andati via dall’Italia, ma continuano a chiamarci, per far sapere che “va tutto bene”. Succede che “vada storta”. Una volta abbiamo perso la scommessa contro la tossicodipendenza, un’altra contro la burocrazia: chi dà i documenti, la residenza ad un ex jugoslavo? Pochi casi, però, meno di quanto si registra nelle statistiche nazionali. Tra i lavoratori di Puntoacapo assunti a tempo indeterminato, esclusi i detenuti non ammessi a benefici, il tasso di recidiva è inferiore al 18 %. Contiamo anche i reclusi, perché è una scelta tornare in carcere dopo un permesso e chiedere un passaggio alla Polizia perché un incidente ha bloccato la strada.

Puntoacapo. Per esseri liberi dentro.

Prodotti

PANCHINE

Elegante nella sua essenzialità, la panchina Elettra è dotata di robustissime fiancate in ghisa che sostengono la seduta anatomica costituita da 10 doghe in pino o abete. Per un comfort unico.

FIORIERE

La fioriera Pandora, interamente in legno,è realizzata con pali e traverse ad incastro. Al suo interno alloggia un contenitore in acciaio zincato ideale per resistere all’aggressione di ruggine e agenti atmosferici.

BACHECHE

Ideale sia per parchi montani che per giardini cittadini, la bacheca Antea è realizzata in pino o abete impregnato capace di resistere a qualsiasi condizione atmosferica.

STACCIONATE

Struttura in pali a sezione circolare di diametro 10cm in legno di abete sottoposto a trattamento antibatterico a garanzia della massima durabilità.

Contatti

Cooperativa Sociale Puntoacapo

10077 San Maurizio Canavese
via Cubito, 41/43
frazione Ceretta (TO)

Tel. 011.9279996
Fax 011.9279997

info@puntoacaposcs.it

www.puntoacaposcs.it