A teatro le norme e le regole del carcere

8 Gennaio 2016

Che cos’è il carcere? Quali sono le sue regole? Presso la rinnovata sala teatro della Casa circondariale di Torino queste domande hanno trovato risposta nelle quattro serate dal 24 al 27 novembre scorsi dello spettacolo teatrale “Le altre facce della medaglia” messo in scena da attori-detenuti sotto la sapiente regia di Claudio Montagna. L’evento si colloca all’interno del progetto “Passi oltre i confini” realizzato da Teatro Società, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e la condivisione operativa della Direzione della Casa Circondariale torinese e del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino. Il dialogo si è aperto tra gli spettator i- presenti in gran numero ad ogni serata insieme ad una nutrita rappresentanza dei detenuti ospitati nei vari padiglioni - con quesiti scritti riguardanti i variegati aspetti di quella realtà penitenziaria a cui gli attori forniscono una risposta, ideando divertenti scene attraverso le moderne tecniche dell’improvvisazione teatrale. Le scene - tre/quattro a serata - sono poi state accompagnate dalla lettura, ad opera di uno studente della Facoltà di Giurisprudenza, del testo di legge che regola quell’aspetto della realtà carceraria che si è voluto rappresentare e dai commenti degli addetti ai lavori- direttori, operatori penitenziari- e di studiosi del settore. L’interessante laboratorio teatrale ha così voluto approfondire e confrontare i diversi punti di vista sulla normativa carceraria, a quarant’anni dall’entrata in vigore della legge 354 che ha profondamente riformato l’ordinamento penitenziario, stabilendone i principi direttivi. Il teatro diviene pertanto il tramite per mettere a nudo luoghi comuni, tentando al contempo di fornire validi strumenti di comprensione e di analisi di una realtà particolarmente complessa e spesso poco conosciuta come quella carceraria, focalizzando la propria attenzione sulle radicali trasformazioni introdotte dalla legge 354/1975 e sul suo reale stato di attuazione.