Anche i detenuti del padiglione Arcobaleno hanno fatto la "Colletta alimentare" per i poveri

16 Dicembre 2015

"Se io faccio un gesto di gratuità, come il portare una busta di generi alimentari a chi ne ha bisogno, lo faccio semplicemente perchè sono grato per il fatto di essere vivo oggi, qui, di avere il dono inestimabile della vita". Franco non è un detenuto, ma parla, davanti ai carcerati riuniti nella sala polivalente del padiglione Arcobaleno della casa circondariale di Torino, come se fosse uno di loro. Uguali, perchè il cuore è identico in ognuno.

"Mi sento inadeguato a parlarvi", dice e scrosciano gli applausi della sessantina di persone che ha davanti, compresi agenti penitenziari e operatori. Tutti insieme hanno fatto la colletta alimentare: i volontari di "Sulle orme di Giulia", progetto dell'associazione Carlo Tancredi e Giulia di Barolo, hanno portato generi alimentari per i detenuti del Polo universitario, della squadra interna di rugby, delle comunità di recupero dalla tossicodipendenza e questi, a loro volta, hanno fatto la loro colletta per i bisognosi che stanno là fuori, riempiendo quattro scatoloni e uno piu' piccolo di generi alimentari.

Il responsabile delle comunita', dottor Teta, il presidente dell'associazione della squadra di rugby, Walter Rista, ex nazionale del pallone ovale, hanno parlato con umanità dei loro amici detenuti dopo che i volontari hanno proposto letture (tra cui "Il senso della caritativa" di don Giussani e il discorso di papa Francesco al Banco alimentare) e canti per aiutarsi a capire "perchè fare un gesto di carità" e da dove nasce la carità: dall'esigenza del cuore, da Cristo che ha mostrato col suo esempio e sacrificio la carià' come legge della vita, dal fatto che nel presente uno si può scoprire amato da un altro, come la protagonista della canzone di Mina "Mi sei scoppiato dentro al cuore" cantata da una volontaria.

Negli occhi dei presenti, nei capannelli di persone tra detenuti, volontari, agenti e operatori, terminata la colletta, la sensazione concreta, tangibile, che qualcosa di improvviso, inaspettato ma così tanto bello, è accaduto in quella mattina di un sabato di fine novembre. Mentre là fuori la gente bisognosa soffre e nei supermercati altra gente dona.