Associazione Morgana e carcere, una risposta al bisogno di genitorialità

31 Marzo 2015

In benaugurale concomitanza con la “festa del papà”, il 19 marzo, la rinnovata sala teatro della casa circondariale Lorusso e Cutugno ha ospitato un importante focus sul tema della genitorialità in relazione alla condizione carceraria.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Morgana, con il sostegno economico della Compagnia di San Paolo ed in piena sinergia con la Direzione della Casa Circondariale torinese, il cui direttore, Domenico Minervini, ha posto l’accento sull’importanza dell’affettività in un particolare contesto come quello detentivo, in ossequio ai dettami della normativa vigente. “L’articolo 45 dell’ordinamento penitenziario - ha continuato il Dirigente - richiede non a caso la necessaria assistenza alle famiglie dei detenuti per migliorare le relazioni dei soggetti con i propri familiari e rimuovere le difficoltà che ne ostacolano l’auspicato reinserimento”. Con riferimento alle modalità di relazionarsi con le famiglie dei detenuti è evidente l’esigenza di adottare particolari livelli di attenzione; è altresì necessario –come rimarcato dal Sovrintendente Corrado Pani, responsabile dell’Ufficio Colloqui dell’Istituto torinese- “che si instauri un rapporto per quanto possibile di fiducia e di collaborazione tra la struttura penitenziaria e i familiari del detenuto, spendendo tutti gli sforzi possibili nella certosina cura dei luoghi da questi utilizzati”.

L’Associazione Morgana, che dal 2007 lavora su questi temi, si è da sempre ispirata a questi principi, alcuni dei quali, come sottolineato da Marisa Brigantini, si sono fortunatamente tradotti in realtà grazie al notevole sforzo degli operatori e alla marcata sensibilità della Direzione e dell’Ufficio Colloqui del carcere torinese. Davide Mazzesi e Paola Rossi hanno poi riassunto lo spirito del progetto “Da dentro” e le linee guida che sostanzialmente lo caratterizzano: alla richiesta d’aiuto del detenuto o all’apposita segnalazione da parte dell’educatore di conflittualità con il coniuge a proposito dei figli, l’Associazione Morgana mette in campo un intervento individuale di counceling , mediazione familiare e sostegno psicologico, finalizzato alla risoluzione dei conflitti intra-familiari e all’attivazione, quando sia consentito dalle decisioni delle preposte autorità giudiziarie, di luoghi neutri. I lusinghieri risultati raggiunti dal progetto, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, sono stati riassunti da Mazzesi che ha al contempo rilevato alcune criticità, ascrivendole in primo luogo all’impossibilità prospettica di garantirne l’auspicata continuità a fronte della costante precarietà delle risorse e dei finanziamenti disponibili.