Detenuti e vittime di reati

16 Ottobre 2013

Insieme a rappresentare "cicatrici e guarigioni" sul palco di un teatro

L'assessorato alla cultura della Città di Torino e la direzione della Casa circondariale Lorusso e Cutugno collaborano dal 1993 a un progetto permanente di laboratorio teatrale, condotto con i detenuti delle Sezioni presenti nel Padiglione A.

Il laboratorio teatrale, diretto da Claudio Montagna e condotto da lui e dai collaboratori di Teatro e Società (ex C.A.S.T.), si svolge di prassi una volta alla settimana, e con un ritmo più intenso, in prossimità degli eventi teatrali aperti al pubblico.

Ogni anno, dal 1993, Il laboratorio teatrale allestisce uno spettacolo in carcere, finalizzato all'incontro tra detenuti e società civile.

Quest’anno il progetto ha avviato un delicato esperimento sul tema della giustizia riparativa dal titolo “Cicatrici e Guarigioni”. Obiettivo, sperimentare l’uso e la funzione del teatro nella complessa iniziativa di far incontrare autori e vittime di reato. Questo anche in una prospettiva di riconciliazione, mettendo insieme i diritti delle vittime e, per quanto riguarda gli autori dei reati e la collettività, l'urgenza di sanare lo strappo sociale che ogni reato origina.

Nel teatro della casa circondariale, nel corso di otto serate, a ottobre, si sono così incontrati sul palco, volta a volta, una vittima e un autore di reato. Mai, però, la vittima ha incontrato il “suo” autore. Sono stati presi in considerazione soltanto reati riguardanti il patrimonio.

Il teatro è stato utilizzato come un supporto provvisorio, individuato come uno strumento per offrire spunti alla giustizia in una prospettiva “riparativa”. "Cicatrici e guarigioni", più che come spettacolo, si è rivelato come veicolo di relazioni e come linguaggio poetico.

Il progetto, curato da TS Teatro e Società con il coordinamento di Claudio Montagna, è stato realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo e con la partecipazione dell’assessorato alla Cultura della Città di Torino. È stato condiviso operativamente dalla Direzione del carcere, dagli educatori e dagli agenti della casa circondariale e dal Gruppo Abele.
Sono stati coinvolti nell'iniziativa il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino nell’ambito della Cattedra di Sociologia giuridica, l'Ordine degli avvocati, la Caritas, il Comune di Torino nella figura della Garante dei Diritti delle persone private della libertà e attraverso il Centro di mediazione penale. Ha collaborato anche l’assessorato alle Politiche sociali della Provincia di Torino.