E' tornato Vivicittà, lo sport vince con l'integrazione

26 Ottobre 2015

Sono stati circa ottanta i podisti e gli amatori che hanno voluto aderire alla sesta edizione della “Vivicittà”,la più “partecipata” in assoluto, svoltasi lo scorso 19 ottobre lungo i 4,5 km del percorso disegnato all’interno della cinta muraria. Si è così concluso il lungo tour della “corsa più grande del mondo” che ha coinvolto ben 45 città italiane e ben 9 Istituti di pena. In una bella giornata di sole, la gara ha avuto inizio alle 15 non prima di aver ricordato l’agente di Polizia penitenziaria, Mattia Battilomo, tragicamente scomparso due settimane orsono in un incidente stradale. Superata la comprensibile emozione, i partecipanti hanno dato vita ad una sfida particolarmente intensa che, già alla fine del primo dei tre giri previsti, ha visto il gruppo decisamente sgranato.

Alla fine della corsa, sono stati premiati, nell’ordine, i detenuti Alessandro V. (padiglione A), Gioacchino M. (blocco B) e Davide R. (blocco C), che sono risultati i più veloci tra i circa trenta ristretti che hanno partecipato all’evento. La manifestazione, giunta alla sesta edizione, è stata organizzata dal Comitato Uisp di Torino, in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale torinese e con i vari operatori qui operanti, alcuni dei quali hanno anche voluto gareggiare. L’agente Savino G. ha, tra l’altro, brillantemente concluso nel gruppo dei migliori, conquistando un meritatissimo “argento”. Per la seconda edizione consecutiva hanno rappresentato l’area trattamentale le due educatrici, Arianna e Simona, giunte al traguardo con la gioia di aver corso a stretto contatto con quei detenuti, alla rieducazione dei quali lavorano quotidianamente all’interno della struttura.

Molto soddisfatti gli istruttori Uisp che, nell’ambito del Progetto Terzo Tempo, provvedono con costanza ad allenare gli ospiti della Casa Circondariale, educandoli alla pratica sportiva ed al rispetto dei principi di lealtà e correttezza che la caratterizzano. Ancora una volta lo sport è riuscito a centrare gli auspicati obiettivi dell’aggregazione e della solidarietà, abbattendo tutti i muri e facendo sentire, anche per poche ore, liberi i soggetti ristretti nell’Istituto torinese, promuovendone al contempo il benessere psico-fisico.