"Gatta buia", in scena la giornata-tipo del detenuto e dei drammi dei suoi familiari

22 Maggio 2015

Un nuovo, grande evento ha fatto alzare il sipario del rinnovato palcoscenico del teatro del carcere torinese: ad andare in scena, l'11 maggio scorso, è stato lo spettacolo “La Gatta Buia”, allestito dall’Associazione Formazione 80 che si è avvalsa, per l'occasione,della collaborazione fornita dall’Associazione Maigret & Magritte.

Formazione 80, associazione nata nel 1984, è, in particolare, composta da un qualificato gruppo di studiosi e di ricercatori appassionati al tema dell’educazione in età adulta e direttamente coinvolti in attività formative. Il sodalizio è da anni attivo anche all’interno della Casa circondariale torinese con laboratori tenuti nel padiglione C. Quelle della “Gatta Buia” sono storie di rapidi abbracci, di lunghi silenzi, di amori lontani e di speranze rubate: sensazioni e stati d’animo mirabilmente descritti dalla verve dei bravissimi attori, in uno spettacolo che ha voluto far rivivere la "giornata-tipo" dei detenuti e, in parallelo, dei rispettivi nuclei familiari che soffrono la loro forzata lontananza.

I numerosi partecipanti esterni e la trentina di detenuti selezionati in rappresentanza del blocco C si sono commossi nell’assistere alla messa in scena delle varie privazioni di detenuti e familiari e nell’accurata descrizione dei loro personali disagi interiori, rappresentati dai mille pensieri che angosceranno tante notti insonni e lunghissime. Lo spettacolo, dopo la “prima” tenutasi presso il penitenziario del capoluogo piemontese, è stata replicata lo stessogiorno al teatro “CAP 10100”, a Torino in Corso Moncalieri, ricevendo anche in questo caso l’unanime consenso degli spettatori. Anche questa iniziativa muove dal fermo proposito, manifestato dalla responsabile dell’Associazione, Lucetta Perona, di “voler porre in risalto la triste condizione del sistema penitenziario e l’assordante silenzio che purtroppo spesso l’accompagna”.