Il "magico" violino della giapponese Midori in concerto per le donne del carcere

31 Dicembre 2013

Sul finire del 2013 il carcere torinese è stato protagonista di un evento eccezionale: una delle violiniste più apprezzate al mondo, Midori Goto, figlia d’arte, conosciuta semplicemente come Midori, ha visitato il padiglione femminile regalando alle detenute una sintesi dei due concerti che ha tenuto la stessa sera (il 28 novembre) e quella successiva, all’Auditorium Toscanini di Torino, accompagnata dall’Orchestra Rai diretta da Juraj Valcuha. Accolta all’ingresso dal funzionario giuridico pedagogico referente del padiglione femminile, Maria Franchitti, e dall’interprete Debora Sgro (un ingegnere che collabora da diversi anni a titolo di volontariato con l’istituto penitanziario torinese insegnando canto e traducendo in simultanea dall’inglese in italiano), la Midori è stata accompagnata all’interno del padiglione femminile, dove ha incontrato le donne recluse, prima al secondo piano e poi al primo. Ha dimostrato di sentirsi a proprio agio quando, attraversando il lungo corridoio che porta alle camere detentive, ha salutato tutte invitandole ad uscire, poiché le avrebbe intrattenute con la musica del suo violino.

Midori ha narrato di essere nata nel 1971 in Giappone e, quattro anni dopo, di essersi trasferita a New York, dove ha iniziato a studiare il violino. Ha anche manifestato di essere molto orgogliosa di suonare un violino fabbricato trecento anni fa in Italia nella città di Cremona. Ha dichiarato che l’ ”essenza della musica consente di esprimerci oltre le barriere linguistiche, arricchendo le nostre vite in modo straordinario”. Tale filosofia di vita ha avuto modo di esprimerla soprattutto in un reparto detentivo con la musica di Brahms. Non è un caso che il suo impegno profuso con grande sensibilità sia nella musica, sia nel sociale le abbiano fruttato nel 2007 la nomina di Ambasciatrice di Pace dal Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.