Quattro nuove lauree in carcere a Torino

18 Dicembre 2014

Tre nuovi laureati (diploma triennale in Scienze politiche) da ieri tra i detenuti del Polo universitario del carcere di Torino, forse, tra la decina di progetti avviati negli istituti italiani, la più consolidata esperienza di recupero sociale attraverso lo studio accademico (funziona dal 1998). Tre laureati che si aggiungono a un quarto, diplomatosi la scorsa settimana in Università, e che fanno parte di un nutrito gruppo di persone (oltre 30 in quasi 15 anni) che hanno potuto trasformare la pena detentiva in occasione di riscatto personale, con casi di recidiva bassissimi (due).

Al progetto del polo universitario torinese hanno partecipato dal ’98 a oggi una novantina di persone. Una trentina di detenuti, tra persone ancora detenute e altre beneficiarie di pene alternative, hanno in corso gli studi. Una ventina attualmente gli studenti-carcerati che vivono nel padiglione a loro dedicato nella Casa circondariale di Torino. Le tesi I tre laureati di ieri sono giunti al termine del loro percorso di studi triennale in Scienze politiche e sociali (Dipartimento di Culture, politica e società), discutendo i seguenti elaborati finali: D. R., “I social network. Rapporto tra adolescenti: rischi, abusi e dipendenze”, relatore il professor Massimo Cerulo; A. D. S.: “L'ingresso in carcere: una prospettiva sociologica”, relatore il professor Franco Prina; P. S.: “Le mense Fiat. Dalle origini agli anni Settanta”, relatrice la professoressa Daniela Adorni. Un quarto studente O. L. (che fruisce di permessi) ha discusso la sua tesi di laurea in Scienze politiche e sociali al Campus Luigi Einaudi il 12 dicembre, con una tesi dal titolo “Organizzazione sociale e normativa in Albania tra consuetudine e legge”, relatore il professor Prina. La seduta di laurea di ieri si è tenuta nel Salone polivalente del Padiglione in cui è situato il Polo, alla presenza di tutti i detenuti di quest’area, dei familiari dei laureandi e dei docenti che sono impegnati in carcere. Alla seduta hanno partecipato il direttore della Casa circondariale, Domenico Minervini, gli educatori e gli operatori della Polizia penitenziaria, oltre ai volontari che accompagnano i detenuti del Polo. Oltre a loro anche i Garanti dei diritti dei detenuti della Regione Piemonte, Bruno Mellano, e della Città di Torino, Maria Pia Brunato.

Al termine i neolaureati sono stati festeggiati con un rinfresco preparato da Liberamensa, la cooperativa che impegna anche detenuti dello stesso carcere. L’iniziativa del Polo torinese ha un carattere di unicità in Italia. Si tratta di una vera e propria “enclave dell’universita” nel carcere per gli studi in Scienze politiche e Giurisprudenza. Essa prevede l’impegno dell’Università a garantire un’offerta formativa strutturata con l’organizzazione di cicli di lezioni e seminari simili a quelli che i docenti delle discipline previste offrono agli studenti nelle aule universitarie. Il Dipartimento di Culture, politica e società e quello di Giurisprudenza gestiscono l’intera offerta formativa per il Corso di laurea in Scienze politiche e sociali e per i Corsi in Giurisprudenza (triennali e laurea a ciclo unico). Per chi termina la triennale di Scienze politiche e sociali è possibile proseguire gli studi con l’iscrizione a una Magistrale. Da quest’anno uno studente è iscritto al Corso di laurea in Matematica. I docenti impegnati – coordinati da un delegato del Rettore, il professor Franco Prina, succeduto alla delegata “storica”, Maria Teresa Pichetto – sono circa 40, anche se il numero di quelli che tengono i corsi può variare di anno in anno, a seconda degli studenti iscritti ai diversi anni di corso. Tali presenze variano in conseguenza degli ingressi e delle uscite (per conclusione degli studi o per l’ottenimento di misure alternative). I docenti dei due Dipartimenti garantiscono in carcere lezioni, seminari, assistenza alla preparazione degli esami e delle tesi di laurea, nonché l'effettuazione degli esami e delle sessioni di laurea per quanti pervengono alla fine del loro percorso di studi. L’iniziativa del Polo torinese è resa possibile anche dall’impegno economico della Compagnia di San Paolo che con un contributo annuale consente il pagamento delle tasse, la fornitura di libri e materiali didattici, la presenza di un tutor che cura tutti gli aspetti organizzativi e di collegamento con i docenti e con l’amministrazione universitaria.

Attualmente gli studenti iscritti al Polo sono 28, di cui 19 nella Sezione “dedicata”, opportunamente organizzata per favorire lo svolgimento delle lezioni e lo studio, in sei godono di misure alternative, ma continuano gli studi intrapresi e tre sono presenti in altre sezioni del carcere, per motivi relativi alle loro specifiche condizioni di detenzione. Essi sono considerati (sotto il profilo del trattamento amministrativo e dei supporti loro offerti) come studenti del Polo, anche se non possono fruire della stessa offerta formativa garantita ai detenuti collocati nella Sezione. Tutor e volontari del servizio civile garantiscono i contatti con questi detenuti. Agli studenti-detenuti del Polo universitario è dedicata anche un'attività di animazione con conferenze, testimonianze, visione di film, presentazione di libri e musica dal vivo curati dai volontari del gruppo “Sulle orme di Giulia” che si rifà alla storia della grande riformatrice delle carceri di metà Ottocento, Giulia di Barolo.

 

(da "Se il riscatto arriva anche dallo studio. Quattro nuove lauree in carcere a Torino", 17 dicembre 2014, di Adriano Moraglio, Scuola24 del Sole 24 Ore)