Sport, gare in carcere tra detenuti e Polizia municipale di Torino: con volley e calcio un’altra “spallata” alle barriere

31 Gennaio 2016

Lo scorso dicembre alcuni eventi sportivi hanno arricchito il già ampio ventaglio di offerte programmate all’interno della Casa Circondariale torinese. Tra le diverse discipline praticate in diversi luoghi detentivi del penitenziario torinese (calcio, rugby, pugilato ed atletica), ha, infatti, fatto capolino anche il volley: il 14 dicembre, nel campetto del padiglione E, si è disputato un incontro amichevole tra la Polizia municipale e una rappresentanza di detenuti dello stesso padiglione (noto anche con il nome della comunità Arcobaleno). Quattro gironi dopo l’iniziativa è stata replicata presso il padiglione femminile, coinvolgendo le detenute in una intensa sfida con le rappresentanti del Corpo di Polizia municipale vissuta. Una sfida, come in precedenza, vissuta sul filo del divertimento più puro e svoltasi in un clima di assoluta distensione.
Due giorni dopo, presso il campo sportivo rimesso completamente a nuovo anche grazie all’attività di volontariato di alcuni detenuti, si è svolta, invece, un’avvincente partita di calcio tra la compagine dei semiliberi e degli articolo 21 dell’Istituto torinese e i rappresentanti del Corpo di Polizia municipale.

L’avvenimento è stato possibile, grazie alla condivisione operativa del Direttore della Casa circondariale, Domenico Minervini, e alla proficua collaborazione dell’Assessore comunale Giuliana Tedesco, e con l’impegno del gruppo sportivo della Polizia municipale e l’A.S.D. Fiamma Azzurra, i cui rispettivi Presidenti, Massimo Re ed Antonio Tabacco, hanno manifestato il fermo proposito di dare un seguito ad un’iniziativa che ha riscosso consensi pressoché unanimi.
Ancora una volta lo sport abbatte pertanto ogni barriera, avvicinando la società civile al mondo penitenziario nel rispetto dei prefissati obiettivi dell’aggregazione e della solidarietà, in modo da poter alleviare il disagio dei soggetti sottoposti a carcerazione ed educandoli alla pratica sportiva ed al rispetto dei principi di lealtà e correttezza che la caratterizzano.