Sport, tecnica ma anche volontà e cuore: “lezione” di Carlo Nesti nel carcere di Torino

4 Giugno 2015

E’ possibile esprimere le singole situazioni emozionali e sentimentali della nostra esistenza quotidiana, non solo con l’attualità e l’arte, ma anche con gli eventi sportivi che le hanno meglio rappresentate? La risposta è affermativa, come dimostrato dal video-monologo “Lo Sport di vivere”, realizzato dal telecronista sportivo Carlo Nesti, con la regia di Luciano Somma, e proposto a fine maggio nella rinnovata sala teatro della Casa circondariale torinese.

In una gremita sala teatro, con la partecipazione di circa duecento detenuti in rappresentanza dei vari padiglioni, Carlo Nesti ha ripercorso i grandi eventi sportivi e le storiche rivalità che li hanno caratterizzati, unendo sapientemente le immagini storiche o le cronache con canzoni e colonne sonore dedicate allo sport. In questo interessante caleidoscopio di valori ed emozioni, il video ha proiettato le magnifiche imprese di autentiche leggende dello sport contemporaneo - Coppi, Bartali, Benvenuti, Mennea - e le storiche imprese delle nostre compagini calcistiche, nazionali e di club, nel crescente entusiasmo dei presenti. Ogni impresa passata in rassegna porta con sé quei valori di voluto riscatto e di forte rivincita che l’hanno generata, come riassunto negli intervalli commentati dal giornalista torinese, uno dei volti più noti del programma sportivo “Novantesimo Minuto”.

Quando le grandi vittorie non sono spiegabili soltanto con la tecnica e con la ragione, ma anche con la volontà ed il cuore: è questa la principale chiave di lettura del giornalismo sportivo, giunto ai 150 anni di storia in concomitanza con “Torino Capitale europea dello sport 2015”.