Studenti-detenuti e docenti protagonisti al polo universitario

2 Marzo 2014

E’ stato inaugurato il nuovo anno accademico per Scienze politiche e Giurisprudenza al Polo universitario nella Casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. L’iniziativa - guidata dal delegato del rettore, Franco Prina, e coordinata dalla tutor, Cinzia Crisafulli - prevede l’impegno dell’Università a garantire un vera e propria “offerta formativa” strutturata, e cioè l’organizzazione di cicli di lezioni e seminari simili a quelli che i docenti delle discipline previste offrono agli studenti nelle aule universitarie.

I docenti impegnati sono complessivamente circa quaranta. I docenti dei due Dipartimenti garantiscono lezioni, seminari, assistenza alla preparazione degli esami, sostegno alla realizzazione delle tesi di laurea, nonché l’effettuazione degli esami e delle sessioni di laurea per quanti pervengono alla fine del loro percorso di studi.

Attualmente gli studenti iscritti al Polo sono 27 (di cui 22 nella Sezione “dedicata”, opportunamente organizzata per favorire lo svolgimento delle lezioni e lo studio) ed altri 5 presenti in altre sezioni o che godono di misure alternative, ma continuano gli studi intrapresi. Dei 27 studenti, 18 seguono percorsi in Scienze politiche e sociali, 9 in Giurisprudenza. Alcuni studenti, presenti in altre Sezioni del carcere, per motivi relativi alle loro specifiche condizioni, sono considerati (sotto il profilo del trattamento amministrativo e dei supporti loro offerti) come studenti del Polo, anche se non possono fruire della stessa offerta formativa garantita ai detenuti collocati nella Sezione.

Tutor e volontari del servizio civile garantiscono i contatti con questi detenuti. L’accesso al Polo avviene attraverso una selezione delle domande pervenute a seguito di un avviso che è fatto circolare ogni anno in tutti gli istituti carcerari d’Italia. La Sezione è dotata di 9 celle a più posti, aperte l’intera giornata. Le celle si affacciano su un’area centrale in cui sono sistemate postazioni di computer. Esiste inoltre un’aula per le lezioni e due aulette per colloqui ed esami, più un’aula in cui trovano posto altri due computer.

Il Polo, fin dalla sua origine, si avvale di un contributo annuale da parte della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Quella torinese rappresenta – per le sue peculiarità – una esperienza unica nel panorama italiano, anche se non mancano presenze e impegni di altre Università in altre carceri, sia sotto forma di assistenza individualizzata a detenuti iscritti a facoltà diverse, sia sotto forma di sezioni in cui sono riuniti gli studenti detenuti. Tra le prospettive del Polo universitario torinese è in discussione la possibilità di ampliare il numero di studenti detenuti sostenuti nel loro percorso di studi da parte dell’Ateneo anche in collocazioni diverse da quella della attuale sezione (e dunque anche alle donne detenute) e con percorsi di laurea in ambiti disciplinari diversi.

Per ulteriori informazioni si veda la scheda in questo sito nella sezione formazione dedicata al Polo universitario.

Adriano Moraglio