Tra i detenuti, in musica, l’Uomo della Sin(g)done”

4 Giugno 2015

La rinnovata sala teatro del carcere torinese ha ospitato il 25 maggio scorso il concerto “Singdone - Uomo tra noi”, ideato e promosso dall’Ufficio per la Pastorale della Cultura della Diocesi di Torino in concomitanza con l’Ostensione della Sindone. Giunto ormai alla quarta tappa delle cinque previste (l’ultima delle quali programmata in occasione della visita del Santo Padre, prevista per il prossimo 21 giugno), il concerto ha offerto, attraverso le suggestioni di un repertorio di canzoni e testi, alcuni spunti sull’intreccio tra la nostra vita e Dio, quale che sia la declinazione con cui viene venerato.

Pur prendendo le mosse da indimenticabili brani di autori italiani, come De Andrè, Guccini, Finardi, Bertoli, il programma del concerto, applauditissimo dai circa duecento detenuti presenti, non ha poi tralasciato artisti stranieri quali Bob Dylan, i Rem e i Beatles, ad ulteriore testimonianza dell’universalità di questo genere di tematica e dell’attenzione su di essa riversata. In che modo queste canzoni si leghino all’ostensione della Sacra Sindone, è presto detto, ossia attraverso il rimando di questo lenzuolo ad un Uomo che ha subito ogni forma di sofferenza, anche la più atroce. Come disse Papa Francesco, nel 2013 parlando ai cappellani dei nostri Istituti penitenziari, “Anche il Figlio di Dio è stato un carcerato, un giudicato, un condannato”.

Per questa ragione il progetto Singdone ha previsto una serie di tappe in luoghi di particolare sofferenza; così, dopo l’Istituto di pena minorile Ferrante Aporti ed il Cottolengo di Torino, è stata la volta della Casa circondariale “Lorusso-Cutugno” con i suoi oltre milleduecento detenuti, una nutrita rappresentanza dei quali ha avuto modo di assistere ed applaudire lo straordinario quartetto che ha calcato il palcoscenico torinese. Un evento chiusosi in bellezza con le splendide note di “Io vagabondo” cantate a squarciagola da tutti gli spettatori presenti.