Vivere nella verità, nella responsabilità e nel dovere: l’incontro di Luciano Violante con il Polo universitario

26 Ottobre 2013

Un colloquio aperto e sincero quello avvenuto tra Luciano Violante e i detenuti del Polo Universitario del Carcere Lorusso e Cutugno nella mattina del 19 ottobre.

L’onorevole Violante, ex presidente della Camera e più volte eletto al Parlamento nelle file del Pci, Pds e Ds, oggi docente all'Universita' La Sapienza e tra i 35 saggi per le riforme nominati dal premier Enrico Letta, è stato invitato dal gruppo di volontariato "Sulle orme di Giulia" progetto dell'Associazione Carlo Tancredi e Giulia Di Barolo nell’ambito del ciclo di incontri dal titolo "La vita come vocazione?".

Violante ha risposto alle domande che gli sono state poste dai volontari e dai detenuti sul suo ultimo libro "Politica e menzogna" (Einaudi 2013 ), ma anche sulla sua azione politica e sulla riforma costituzionale redatta insieme ai saggi nominati da Letta. Di fronte a una ventina di detenuti, a un gruppo di studenti universitari e ai volontari Violante ha parlato della sua esperienza personale e politica, e non si è sottratto a domande specifiche sul carcere. Ha ribadito di essere contrario all’amnistia e favorevole a una riforma che prenda in esame tutti gli aspetti della situazione carceraria italiana.

“La menzogna”, ha sottolineato Violante, “è gradevole e semplice da esporre, mentre la verità è sgradevole”. Basandosi su questa affermazione, ha esemplificato le molteplici occasioni in cui la politica, italiana e straniera, ha usato l’espediente della bugia a fini demagogici, evidenziando così “la confusione tra fatti e opinioni” che spesso è stata generata ad arte per la mancanza di coraggio di dire scomode verità.

Ha poi indicato i tre punti fermi su cui si fonda la sua morale e che ha proposto come pilastri per l’agire comune: dovere, responsabilità e verità. La sua analisi della situazione italiana, ancorché ponderata e minuziosa, non è apparsa fine a se stessa bensì lo spunto per sollecitare gli ascoltatori a una responsabilità individuale. “Tutti quelli che nel rapporto con l’altro vedono l’occasione per un confronto reale contribuiscono al progresso” ha ribadito Violante, "perché il conflitto politico ha delle regole mentre lo scontro no”. Un’affermazione che riprende l’esortazione finale del suo libro (”La [aristoteliana] città degna di questo nome è l’obiettivo cui bisogna tendere”.

Silvia Orsi