Vivicittà, i vincitori, i protagonisti

12 Novembre 2014

Sono stati circa quaranta gli atleti che, tra detenuti, atleti esterni ed operatori penitenziari, hanno preso parte alla quarta edizione del “Vivicittà”, organizzata con cadenza annuale dall’Uisp e svoltasi presso la Casa circondariale “Lorusso-Cutugno” lo scorso 20 ottobre.

Dopo un minuto di raccoglimento tenuto in memoria del compianto funzionario del Comune di Torino Marco Colturato, prematuramente scomparso pochi mesi orsono ed entusiasta frequentatore delle ultime due edizioni, il via è stato dato alle 15,05 nei pressi del campo sportivo, con quattro giri del percorso disegnato all’interno della cinta muraria da ripetere per un totale complessivo di sei km. Una piacevole novità dell’ultima edizione è stato il crescente numero della cosiddetta quota rosa con sette atlete presenti, due delle quali hanno per la prima volta rappresentato la categoria degli educatori penitenziari, portando a termine il percorso.

Durante i primi tre giri un gruppetto formato da una decina di podisti ha fatto da battistrada: al passaggio dell’ultimo giro si è poi scatenata la selezione finale, resa ancor più impietosa dal clima particolarmente soleggiato che ha fatto da cornice all’evento. A tagliare per primo il traguardo è giunto un veterano delle pedane, M.Palmisano, che ha bruciato sul filo di lana,con il ragguardevole tempo di 26’06’’, il detenuto C.Rachid, classificatosi al primo posto nella graduatoria speciale riservata ai ristretti.

Nella classifica per blocchi detentivi si è registrato l’incontrastato dominio del padiglione E, seguito dai padiglioni B e C. A vincere sono in realtà stati tutti i partecipanti che, idealmente uniti agli altri iscritti che hanno corso in 16 Istituti penitenziari ed in 14 città, hanno allietato la corsa più grande del mondo che, a distanza di trent’anni, continua ad essere l’indiscussa protagonista dello sport per tutti.

La premiazione finale è stata affidata ai commissari M.Lupi e G.Scicchitano, i quali hanno congiuntamente evidenziato la valenza simbolica dell’evento che si spera possa divenire uno degli appuntamenti fissi del già ricco panorama di attività ricreativo-sportive programmate all’interno dell’Istituto torinese.