Associazione di ascolto "La Brezza"

I membri dell'associazione di ascolto La Brezza (Onlus),  condividono la filosofia del saper ascoltare gli ospiti della Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" e con progetti rivolti alle scuole presso l'Istituto Penale Minorile "Ferrante Aporti" di Torino.

Operano attraverso una comunione di intenti e di intense attività artistiche e letterarie realizzate attraverso minuziosi progetti (sempre condivisi e sostenuti dalle istituzioni preposte), realizzati nei frequentati laboratori al Padiglione A sezione maschile, alla Comunità Arcobaleno settore femminile, dove ogni detenuto-artista esprime il meglio di sè su una tavolozza, plasmando una materia o più semplicemente scrivendo poetici versi, commoventi riflessioni, storie di vita (mai banali) di grande respiro, e intensi desideri che l'esperienza dei volontari sanno ascoltare, comprendere e forse contribuire alla loro realizzazione.

Trasmissione di benessere e sollievo nella concreta considerazione dell'Essere interiormente arricchito per la comprensione e valorizzazione umana, ma anche culturale tanto da dare corpo a percorsi di vita che il fruitore può cogliere e apprezzare all'interno, attraverso una mostra permanente, ma anche prendendo visione di esposizioni organizzate all'esterno dalla Associazione "La Brezza"; proposte che portano il titolo itinerante di "Arte espressione del Sè", sempre accompagnate da personali e a volte toccanti contributi poetici, "intimi" e profondi pensieri. Un vero e proprio invito alla lettura dell'uomo "artista" ma in particolare dell'uomo libero interiormente e per questo rientrato nella compostezza per la "riconsiderazione" e il rispetto dei valori umani.

Diverse le proposte progettuali e le conseguenti realizzazioni portate alla luce interna ed esterna della Casa Circondariale, come il lungo percorso di vita artistica di Domenico Quartuccio, uno scultore "sui generis" che con l'ausilio di materiale povero ha saputo creare dei piccoli capolavori: figure e simboli dell'animo talvolta sofferente tal'altra più ottimistico e speranzoso . . .Tanti altri autori hanno seguito e seguono le tracce di questo lungo percorso che i volontari dell'associazione piemontese hanno attivato per loro, valorizzando la personalità di ognuno e lasciare il massimo spazio alle loro attitudini ed interessi. Anche queste sono azioni di ascolto di persone recluse fisicamente, ma non nello spirito poichè nessuna pena può alienare o disconoscere . . .

Ma la sensibilità associativa va oltre. Altri progetti più "tenui" ma altrettanto meritevoli di attenzione riguardano l'intrattenimento dei bambini che vanno a far visita ai loro congiunti reclusi, come la realizzazione di un giornalino mensile "Colorintesta" a loro dedicato; o ancora, il coinvolgimento delle donne detenute in coro gospel formato da donne (di più nazionalità), fino ad allestire uno spettacolo. Un'ulteriore finalità associativa è la capacità di lavorare in stretta sinergia con le istituzioni e con altre associazioni di volontariato; un modus operandi tale da far emergere un costruttivo confronto esperienziale dei volontari e degli operatori sociali che, attraverso alcune opportunità, non è escluso si rapportino con altre realtà oltre confine.

L'associazione sostiene la volontà di fare e di credere in ogni forma propositiva in un fattivo ritorno sui passi del lecito e della giustizia di ogni persona reclusa che oggi sa e vuole farsi ascoltare, anche attraverso la democratica opportunità di esporre i propri lavori all'esterno. Chiunque può richiederli e farsi promotore, proprio perchè privo di pregiudizi condividendo il concetto che lo spirito di accettazione e collaborazione dei nostri simili "più deboli" è il miglior esempio di rispetto della dignità umana.