Progetto UISP

Progetto “Terzo Tempo”

 

Soggetto promotore : Associazione UISP Torino con il sostegno della Compagnia di San Paolo

Il progetto sportivo dell’UISP per la Casa Circondariale di Torino tiene conto non solo della funzione, seppur importante, dell’attività motoria come valida pratica utile a mantenere un stato di salute buono e funzionale a “detensionare” coloro che vivono la condizione detentiva, ma si connette più in generale al progetto rieducativo insieme a tutti gli altri interventi. Lo sport quindi diviene strumento trasversale utile agli operatori nella strategia educativa della prevenzione e del recupero delle persone detenute.

 

Terzo Tempo

Il concetto di “Terzo Tempo” nello sport fa riferimento a tutte quelle pratiche che hanno il senso di rafforzare le relazioni tra le persone all’insegna della solidarietà e del “fair play”. Nella pratica sportiva, e limitatamente ad alcune discipline, il terzo tempo si traduce purtroppo a poco più che brevi cerimoniali (per esempio i giocatori a fine partita si salutano stringendosi la mano.). Lavorare allo scopo di rafforzare e riempire di contenuti e significati il concetto di “terzo tempo”. Il progetto UISP si propone in generale l’elaborazione di iniziative e strategie che siano capaci di caratterizzare e differenziare il modo di proporre attività sportive.

 

Stagione sportiva in corso

Nella stagione sportiva in corso la UISP organizza attività sportive rivolte a tutta la popolazione carceraria, per un totale di circa 1.500 ore annue di attività.

Entro le mura della Casa Circondariale, si è svolta la manifestazione podistica VIVICITTA’. Essa si svolge in circa 70 città italiane ed estere, oltreché in diversi Istituti Penitenziari, a testimoniare che un semplice gesto come la corsa é capace di unire e tenere insieme valori quali la solidarietà e la giustizia.

Recente novità è stata la sperimentazione di un percorso formativo Tutor di palestra – pesi, rivolto ad un gruppo di detenuti, con lo scopo di attribuire competenze specifiche rispetto alle tecniche di allenamento presso le palestre dell’Istituto. Il fine di tali attività formative é quello di definire, fra i detenuti più motivati e che abbiano mantenuto una buona condotta ( criteri di selezione ), un gruppo di Tutor in grado di coadiuvare gli insegnanti di educazione fisica durante le attività sportive, oltreché rinforzare tali competenze in modo da poterle spendere all’esterno, dopo la scarcerazione. A queste si sono aggiunte le attività motorie di gruppo (ginnastica eccetera) rivolte a gruppi sia maschili che femminili, per circa 6 incontri. Le attività in questione possono svolgersi sia in palestra che all’aperto e sono finalizzate al raggiungimento del benessere psico-fisico, alla costruzione di buone relazioni di gruppo ed al miglioramento delle relazioni sociali, attraverso lo sfogo delle energie represse.

Il monitoraggio delle attività summenzionate avviene attraverso momenti di verifica periodici, cioè riunioni specifiche tra le varie figure coinvolte   (Area Sicurezza – Educatori Referenti – Operatori UISP).

E’ prevista una riunione finale di verifica ed un consuntivo finale, tramite la redazione di un bilancio di tipo quantitativo e qualitativo delle attività svolte.

 

Riflessioni

L’attività sportiva può rappresentare un elemento positivo per contribuire al mantenimento di uno stato soddisfacente della salute psico-fisica e per migliorare la convivenza all’interno dell’Istituto, contribuendo ad abbassare il livello di tensioni e di conflitti. In questo senso le attività sono pensate ed organizzate in modo da essere “strumento educativo”, mezzo attraverso il quale lavorare sulle relazioni, sulle regole, su valori come la legalità e la cooperazione, sul significato della sconfitta e della vittoria e sulla “gestione delle frustrazioni”.

Il progetto sportivo dell’UISP per la Casa Circondariale di Torino tiene conto non solo della funzione, seppur importante, dell’attività motoria in quanto tale, ma diviene strumento trasversale utile agli operatori nella strategia educativa della prevenzione e del recupero delle persone detenute e, pertanto, si ritiene funzionale a tale percorso.